Trattamento di Previdenza del clero secolare

Premessa

Il trattamento di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è regolato dalla legge 22 dicembre 1973, n° 903 che ha istituito un unico fondo di previdenza per il clero secolare e dalla successiva legge 23 dicembre 1999, art. 42.
Sono iscritti obbligatoriamente al Fondo Clero:

  • tutti i sacerdoti secolari italiani, a partire dalla data della loro ordinazione
  • tutti i sacerdoti secolari provenienti dall’estero a partire dalla data in cui entrano al servizio delle diocesi italiane

Non sono iscritti al Fondo Clero i diaconi, gli appartenenti agli ordini religiosi (salvo che da sacerdoti secolari siano diventati religiosi).

Modalità di versamento dei contributi

A decorrere dal 1 gennaio 1987, l’Istituto Centrale Sostentamento del Clero versa direttamente all’INPS i contributi pensionistici per i sacerdoti che sono nel Sistema del Sostentamento del Clero (compresi i sacerdoti Fidei Donum, dal 1 marzo 1996).

I sacerdoti secolari che non sono inseriti nel Sistema del Sostentamento del Clero, devono provvedere personalmente a versare i contributi obbligatori a loro carico. La responsabilità del versamento è in capo al sacerdote che in quanto iscritto all’INPS potrà essere chiamato ai versamenti obbligatori qualora mancanti.

L’iscrizione obbligatoria al Fondo Clero INPS ha inizio dalla data dell’ordinazione sacerdotale.

L’iscrizione obbligatoria cessa :

  • dalla data di decorrenza della pensione
  • dal venir meno dei requisiti necessari per l’iscrizione (residenza in Italia per sacerdoti
  • dall’esonero definitivo dalle funzioni sacerdotali certificato dall’Ordinario Diocesano
  • dalla data di cessazione, anche di fatto, del ministero sacerdotale certificata dalla competente autorità ecclesiastica (Delibera Comitato di vigilanza del Fondo Clero del 10 Novembre 1992)

Prestazioni pensionistiche previste

1) La pensione di vecchiaia spetta:

  • agli iscritti che abbiano compiuto i 65 anni d’età da adeguarsi alla speranza di vita (dal 2013 era previsto un incremento di tre mesi e dal 2016 è previsto un incremento totale di 7 mesi ) con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni
  • a coloro che hanno raggiunto il 68° anno di età da adeguarsi alla speranza di vita (dal 2013 era previsto un incremento di tre mesi e dal 2016 è previsto un incremento totale di 7 mesi) con un requisito minimo contributivo pari a 20 anni

2) La pensione di invalidità spetta:

  • agli assicurati con almeno 5 anni di iscrizione e di contribuzione al Fondo, che si trovino in stato di permanente impossibilità materiale di esercitare il proprio ministero a causa di malattia o di difetto fisico e mentale (dichiarato anche dall’Ordinario diocesano)
  • all’iscritto ridotto allo stato laicale o esonerato dalle funzioni di ministero di culto che sia stato riconosciuto invalido e che abbia i requisiti di contribuzione. L’importo della pensione è pari al trattamento minimo in vigore nell’assicurazione generale obbligatoria

3) La pensione ai superstiti, in caso di morte dell’assicurato o del pensionato, spetta:

  • ai genitori di età superiore ai 65 anni di età che non risultino titolari di pensione e risultino a carico dell’assicurato o pensionato alla data della morte, quando non vi siano né coniuge, né figli superstiti, o, pur esistendo, non abbiano titolo alla pensione
  • ai fratelli celibi, alle sorelle nubili, non titolari di pensione, a carico dell’assicurato o del pensionato

Conteggi della Pensione Fondo Clero nel Sistema di Sostentamento

Sulla base della legge 20 maggio 1985, n° 222, la pensione erogata dal Fondo Clero INPS non riduce la remunerazione dei sacerdoti inseriti nel sistema di sostentamento.

E’ opportuno precisare che:

  • nel caso in cui l’iscritto al Fondo sia titolare di un’altra pensione autonoma (ad esempio come quella maturata da contribuzione per incarichi di docente di scuola statale o cappellano di carcere o ospedale), la pensione Fondo Clero viene ridotta direttamente dall’INPS Fondo Clero, nella misura di un terzo del relativo importo: esempio 600 Euro – 200 Euro = 400 Euro lordi.
    Si suggerisce ai sacerdoti di inviare copia di ogni comunicazione ricevuta dall’INPS all’Istituto Diocesano per meglio gestire favorevolmente gli importi computabili. Su disposizione della CEI, l’Istituto deve tener conto dei due terzi della pensione diversa dalla Fondo Clero al fine di determinare l’integrazione spettante al Sacerdote. Non vengono prese in considerazione, per questo calcolo, le quote di pensione che derivano da contributi versati prima dell’Ordinazione oppure da contribuzione volontaria
  • L’INPS applica una tassazione base sulla pensione del Fondo Clero, ignorando che il sacerdote è titolare anche dell’integrazione del Sostentamento Clero. Allo scopo di evitare il concentrarsi delle trattenute fiscali in fase di dichiarazione dei redditi (presentazione del modello 730), può risultare conveniente chiedere preventivamente la revoca delle detrazioni fiscali e tramite un Ente di Patronato, che sia applicata l’ aliquota di tassazione adeguata.

    I sacerdoti quando sono titolari dei CU di pensioni ed Istituto Centrale Sostentamento del Clero sono obbligati alla compilazione del 730 per il tramite di un Ente di Patronato.

    Come presentare la domanda di pensione

    Viene segnalata ai sacerdoti dall’IDSC la decorrenza del diritto a presentare la domanda di pensione.

    I documenti richiesti da consegnare per l’INPS sono:

    1. il modulo di pensione
    2. fotocopia del documento d’identità e codice fiscale
    3. fotocopia del Codice IBAN
    4. autocertificazione relativa ai dati anagrafici e alla residenza del Sacerdote
    5. modulo relativo ai Redditi percepiti
    6. dichiarazione dell’Ordinario Diocesano

    L’IDSC, una volta pervenuta la documentazione richiesta, inoltrerà la domanda al Patronato Acli che si preoccuperà di presentare la domanda telematicamente ed inviare la documentazione all’Inps Fondo Clero.

    Si ricorda che le note di cui sopra possono subire modifiche in funzione di variazioni legislative/normative, per le quali si suggerisce al bisogno di consultare direttamente l’IDSC.

    Novembre 2015.